12/07/2025 Gauthier Bordereau

La mia translagorai è cominciata sabato alle 9. Partenza da Conegliano. Col treno. Treviso, Feltre, San Martino di Castroza. Mi prendo un café, rileggendo i racconti degli anni scorsi. Che belle le pale di San Martino. Ci sono passato l'anno scorso sull'alta via 2. Ma io questo weekend vado dall'altra parte. Pranzo e mi metto in posizione per fare autostop. Neanche tempo di alzare il pollice che si è già fermato un signore in una macchina dello scorso millennio. Mi porta a Malga Rolle. 

Ore 15. Primo incontro con i ragazzi del Run trento e di altri corridori. C'è Leonardo, di Treviso, che mi dice che mi ha già visto da qualche parte, ma non riusciamo a ritrovare dove. Quasi un giorno dopo, proprio il quel parcheggio, starò passando sotto "l'arco" mano in mano con lui.

Ore 16. Sono in macchina con Alessandro per raggiungere Panarotta. Ci racconto le sue esperienze degli anni scorsi. Lui quest'anno sarà al Cauriol ad aspettarci.

Ore 18. Siamo arrivati a Panarotto. L'eccitazione si fa sentire sempre di più. Finisco di preparare zainetto, cintura, e metto una borsa nella macchina per i ristori con qualche barretta. Ci fanno firmare, e Filippo ci da le ultime indicazioni.

Ore 19. Si parte, al sonno della tromba. tutti che partono a bomba, mi ritrovo quasi ultimo, non me l'aspettavo proprio ad un'evento del genere haha. Dopo 10km mi ritrovo con un gruppo di 5 ragazzi, ho accelerato per non ritrovarmi da solo durante la notte. E dio sa che ho fatto bene, perché appena arrivati alle Sette Selle, si mette a diluviare. Questa corsa sarà tosta. Ripartiamo sotto la pioggia e con le frontale accese, ma una volta arrivati in cresta, ci becchiamo il temporale, coi tuoni e le raffiche che ci giacciono la pelle. Invito gli altri a ripararsi dietro la cresta, e ci cambiamo tutti. Che scena: 6 ragazzi che si spogliano in mezzo al temporale e il buio. Smette di piovere, ma ci ritroviamo in una nebbia fitta, da non vedere 2 metri avanti. Ci stacchiamo un po' con Ferdinando e Davide. 

Mezzanotte. Arriviamo al Manghen. Grido di sollievo e siamo accolti come degli atleti pro: sedia, ci riempiono le flask, danno da mangiare, ci ricoprono con delle coperte... sono meravigliosi !

Dopo 10 minuti riparto con Ferdinando, ma senza Davide che si ferma qui, accompagnati da Matteo e Andrea "Passo". Arriviamo nel "vero" Lagorai, con tutti sassi dove bisogna essere attento ad ogni passo. Ci stacchiamo con Ferdinando. Trascorreremo tutta la notte insieme. 

Verso i laghi delle stellune, dei ragazzi ci offrono gentilmente da bere e mangiare. Io bevo più che volentieri un bel thè caldo e piglio dei datteri

Passiamo una forcella dopo l'altra, e a Forcella del Laghetti appaiano 2 signori, come dei fantasmi, seduti attorno ad un fuoco. Ci offrono un po' di coca cola e ripartiamo perché tira aria. Che eroi a stare là tutta la notte per noi.

Per fortuna la notte ci risparmia, e non becchiamo neanche una goccia d'acqua. Poco dopo appare la luna da dietro le cime a destra. Fa parecchia luce e vedo pure la mia ombra.

Passiamo 2 o 3 tratti attrezzati, che figata.

Ore 4.20. Vediamo le prime luci dell'alba, come una speranza. Poi dell'alba non ne vedremo più niente, divorati dalla nebbia.

6:30. Arriviamo infine al Cauriol dopo una bella discesa dove siamo stati accolti da tanti cavalli selvatici. Ferdinando si ferma qui. Il suo ginocchio purtroppo non gli da altra scelta. Io mi siedo di nuovo, mangio un po' di riso bianco e riempio le borracce.

Ad un certo momento i ragazzi mi dicono di abbassare la voce perché stava ancora dormendo la gente... ero completamente perso, per me erano tipo le 9 haha

6:50. Riparto. Con un altro compagno. Leo era arrivato ben 45 minuti prima di me al Cauriol ma si era fermato per riposare dopo qualche allucinazione (aveva visto un orso 😱). Quindi ripartiamo insieme sotto la pioggia che nel mentre era tornata. Affrontiamo subito la salita più dura di tutta la traversata. Stringo un po' i denti, e una volta su ci fermiamo a mangiare i nostri panini. Dico a Leo che sto cominciando a soffrire della stanchezza, quindi mi da un po' di caffeina. Gli chiederò diverse volte durante la mattina, mi sa che mi sarei proprio addormentato sui sentieri senza di lui haha.

Poco dopo becchiamo i "rasta" che ci danno un po' di coca cola (ho rifiutato la sangria haha). Proseguiamo verso il bivacco Paolo e Nicola mentre ricomincia a piovere. Tempo di arrivare lì stava diluviando, quindi decidiamo senza parlare di ripararsi dentro il bivacco. Entriamo e siamo accolti da un bellissimo caldo. Dei ragazzi avevano dormito li la notte, e stavano finendo di prepararsi per uscire. Leo ne approfitta per sdraiarsi mentre io guardo dalla finestre per vedere se smette di piovere. Dopo 10 minuti smette quindi salutiamo i ragazzi e ripartiamo per affrontare la salita a Forcella Cece, punto più alto di tutta la traversata a quota 2600. 

Ore 10:50. Arriviamo su in Forcella, stra felici. Guardo l'orologio. Rimangono meno di 13km e 500m di dislivello. "Dai, 2 ore e siamo arrivati!" In realtà ce ne vorranno quasi 4 😵 perché non lo sapiamo ancora ma quello che ci aspetta in realtà è la parte più insidiosa di tutta la traversata : un continuo sali e scendi tra i sassi, a cercare i segni CAI per capire dov'è il sentiero, e qualche nevaio in bonus. Un vero "scrambling" alla Kylian Jornet, cit. Leo.

Ore 13. Bivacco Aldo Moro. Neanche ci fermiamo per vederlo, abbiamo un unica voglia : chiudere la traversata. Poco dopo becchiamo il buon Davide, che dopo essersi riposato un po' durante la notte, aveva deciso di fare una corsetta per incoraggiare i corridori sopravvissuti. Ci regala acqua e un po' di cibo. Grande Davide. 

Ore 14. Forcella Colbrincon. Ormai è fatta. Il passo Rolle è qua davanti da qualche parte nella nebbia. Discesa ripida verso i laghi e poi finalmente siamo sulla sterrata. Per la prima volta dal Cauriol possiamo correre liberamente, e mi sembra di volare.

Ore 14:41. 19h41 di corsa. Le campanelle suonano. Prendo Leo per la mano e facciamo lo scatto finale fino all'arco. Che orgoglio, che viaggio, che fatica, che enozione... ABBIAMO FINITO LA TRANSLAGORAI!!!!

Trascorro il pomeriggio facendo avanti e dietro tra la sedia e il tavolo col cibo da condividere, ad aspettare con grande emozione gli arrivi. Faccio 2 chiacchiere con tutti quelli che hanno fatto parte del mio viaggio: altri corridori, i ragazzi del Trento. Guardo le nuvole minaccianti nel cielo pensando a qui sta ancora lassù ad arrampicare tra i sassi. E infatti poi arriva il diluvio. Il meteo non ci ha risparmiati fino all'ultimo. Ci ripariamo tutti sotto i bauli.

Ore 19. Purtroppo Ivan, l'ultimo concorrente ancora in lista, non è arrivato.

Ci ragruppiamo sotto l'arco, dove Filippo ci chiama uno dopo l'altro per darci il famosissimo sticker. Ci regalano anche il percorso stampato in 3D, dove si vedono la migliaia di forcelle attraversate, che ci hanno fatto tanto soffrire e bestemmiare.

Stiamo per andare via e poi all'improvviso : "Ivan!" .Quando non l'aspettavamo più, eccolo che appare dalla nebbia come un fantasma. È questa la Translagorai.

TRANSLAGORAI CLASSIC / ©

2026

Trento Running Club