22/08/2025 Filippo Pelagracci

Ero venuto per domare la Translagorai.
Ogni volta che sentivo qualcuno che l’avesse fatta in Classic o Reverse, ne rimanevo affascinato.
Dovevo domare la Lagorai. Chissà se ci sarei mai riuscito. L’idea di partire da un punto ed arrivare in un altro che stanno agli antipodi di una catena montuosa, era folle.
Prima o poi andava domata.
E per quanto me ne fossi innamorato sentivo che dovevo farlo in completa solitudine: io e lei, dolevo assaggiarla, annusarla, ascoltarla.
Volevo capirla, per poterla domare.
Così, oggi, sentivo di essere pronto e sono partito. L’ho cavalcata, ho tentato di imbrigliarla, di mettergli una sella, ma niente.
Mi son presto reso conto che lei è tremendamente selvatica, feroce, dura e testarda. Non mi interessava il tempo che ci avrei messo; il tempo per domarla, ma alla fine ho capito. Tutto chiaro: lei ha domato me!
Mi ha sedotto, poi frustrato; mi ha stupito e aperto il cuore; mi ha schiaffeggiato e poi baciato; mi ha messo alla prova.
Lei, ribelle come me, mi ha educato ed ammansito.
Non posso descriverla diversamente, perché se non la vivi non puoi capirla! Non puoi donare una montagna sei tu che devi stare alle sue regole!

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