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2026
Trento Running Club
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Partenza da Verona alle 10.00 con l'ammiraglia, Gianni e la Nash accompagnano me e il Benni al Rolle. Da due settimane teniamo d'occhio il meteo, lo scorso fine settimana dava allerta temporali, questo SOLO 6 ore di pioggia quindi partiamo, spoiler nemmeno una goccia per tutta la traversata. Alle 14:07 si parte, il Garmin dice che sono in zona 4 ma la salita alla forcella Colbricon deve ancora iniziare, emozione ed agitazione alle stelle il Benni conferma. Temperatura perfetta, sole velato: in 1.45 siamo all'Aldo Moro, a 3.05 aggiriamo cima Cece; stiamo bene e siamo felici vedo li sotto il Paolo e Nicola abbasso la guardia cado indice della mano sinistra girato e gonfio come un pallone, diagnostico solo distorsione, rifornimento di acqua e via si riparte. La discesa al Cauriol non finisce più e le gambe sono cotte ma dopo un piatto di canederli in brodo e le rassicurazioni di Tommaso sul meteo delle prossime ore ripartiamo alle 21.20 come nuovi. Prima del Passo Sadole accendiamo le frontali ma ogni tanto le spegniamo per ammirare la stellata che ci regala il Lagorai, doppiata cima Litegosa non le spegniamo più, vento nebbia e freddo. Con visibilità a 10 metri è una caccia al segnavia, giochino che ci intrattiene nella lunga notte, ci eravamo promessi di parlare molto ma sono più i momenti di silenzio alternati da parole e parolacce di incoraggiamento. Dopo 11.15 ore siamo alla Forcella Valsorda da qui dicono si torni a correre fino al Manghen, noi poco quasi niente, ci arriviamo alle 3.45, Gianni e la Nash ci hanno lasciato un sacchetto di viveri, che grandi! vento e freddo tanto freddo, sosta orribile ripartiamo. Vento e freddo tanto vento su tutte le creste fino al passo Cadin ma almeno c'è luce e anche se il corpo vorrebbe smettere lo spirito riprende vigore. Un segnavia dice 1.00 h al Passo Cagnon, ci vuole tutta!!! Il Benni fa un volo ma è un toro, sta meglio di me e tira la carretta su per il Palù e giù al Sette Selle, arriviamo alle 7.30 (17 ore e mezza dalla partenza), un ragazzo del rifugio sta uscendo a correre con il cane e quando scopre che stiamo tentando la Calssic ci rassicura sui tempi per la Panarotta e ci regala dei Loacker, lui ci ha messo 16 ore e qualcosa, ma come si fa? non si corre mai su sti sassi! Sarà il cielo azzurro, il sole che scalda e la traccia decisamente più piacevole ma affrontiamo bene la salite al Lago di Erdemolo e al Passo del Lago, tagliato fuori il Gronlait il Benni si butta giù dalla forcella del Fravort di corsa, il Garmin da un lap a 6.59 m/km, gli chiedo se rallenta, mi asseconda. Arriviamo allo Chalet la Panarotta camminando e tirando le somme dell'incredibile avventura. 21 ore 09 minuti 80 km e 5700 D+ (qualcuno secondo noi se l'è fatto da solo il GPS al riparo del Manghen) Grazie al Benni per avere condiviso TUTTO, a Gianni e alla Nash ovviamente! alla Sofi e alla Memy per la pazienza, a Bruno per il tempo regalato.