xx/xx/2025 Andrea Simonetto

Un sogno condiviso con il caro amico Bruno che purtroppo ci ha lasciato molto prima di quanto dovuto… È diventato energia positiva per tenersi in forma in questo 2025… Io assieme a 3 compagni di avventura ci sentivamo pronti a partire… Nessuna velleità di tempo, solo onorare le Montagne di casa compiendo questa memorabile attraversata, felici di essere accolti prima al Manghen e poi alla Panarotta da compagne e amici. La finestra del bel tempo era buona… Ci siamo presentati al Rolle Sabato 30/08 verso sera per dare il via alle danze. Tempo previsto sulle 20/22 ore. Partiamo alle 7 e qualche minuto… Giusto dopo un acquazzone di pioggia… Passo lesto e in tabella, accolti da un cielo sempre più stellato giungiamo dopo circa 2 ore all'Aldo Moro e si prosegue. Notiamo in lontananza altre due luci che percorrono la nostra stessa strada. Verso forcella Cece purtroppo su un sasso traballante la Caviglia mi cede e ahia… Dolore… Stringo i denti e con i miei compagni proseguo lesto sperando che sia solo uno spavento. Giungiamo al Paolo e Nicola dopo h 4:30, stiamo bene, caviglia a parte e si va. Poco dopo, ahimè, la caviglia dolorante mi cede nuovamente, questa volta con più dolore… Inizio a pensare che forse non è la mia giornata… Il dolore fisico è pesante, quello mentale di aver scalfito la possibilità di portare a termine l'atrraversata con i miei compagni un macigno. Stringo i denti per i 10/12 km a seguire… Maledendo la natura per quella infernale discesa al Cauriol dove mando avanti i ragazzi per farsi un ristoro mentre io lentamente scendo. Devastato dalla discesa arrivo al Cauriol dopo h7:10 e cerco modo di fermarmi per la notte: giro dolorante prima per il rifugio, poi per la malga e per il barco alla disperata ricerca di una porta aperta per star fuori dall'aria senza esito positivo. Al rifugio ci sono dei numeri da chiamare per emergenza ma non risponde nessuno. Poi trovo dei balconi aperti… Busso nei vetri ma anche lì nulla… Sul retro ci sono delle macchine, conscio di fare una cosa ben lontana dalla correttezza ma legata alla sopravvivenza della fredda notte provo a vedere se magari sono aperte: incredibilmente una è aperta. Scelgo nonostante mi renda conto di fare una cosa ben lontana dagli insegnamenti ricevuti di passare li le 3/4 ore successive. I miei amici ripartono e si incamminando nella notte direzione Manghen. La mattina mi sveglio infreddolito e da un lato me le sento per la bravata dall'altro raccolgo le scuse del gestore per non avermi sentito e risposto al telefono. Una birra insieme e pace fatta. E andata bene e la scelta di fermarsi è stata saggia. Vengo raggiunto dalla mia compagna, pranziamo al rifugio e si rientra, giusto in tempo per accogliere gli altri tre leggendari compagni che passano prima al Manghen verso le 10 e quindi giungono alla Panarotta verso le 17, h22 circa dopo la partenza. Complimenti a loro, sono felicissimo… Dura per me chiudere in questo modo… La vita è così… Ma ci sono ancora molte pagine da scrivere… È magari su una Di esse c'è ancora spazio per la Translagorai. Viva la montagna.

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2026

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